venerdì 2 giugno 2017
lunedì 8 maggio 2017
Short Movie for the artist #UemonIkeda
with
Uemon Ikeda
Renzo Costantini
with
Uemon Ikeda
Renzo Costantini
martedì 11 aprile 2017
Monografia: #UemonIkeda edita dalla De Luca Editori d'Arte
ora al -15% alla #Feltrinelli di Galleria Colonna - ROMA #InEvoluzionet #FrancescoGalloMazzeo
ora al -15% alla #Feltrinelli di Galleria Colonna - ROMA #InEvoluzionet #FrancescoGalloMazzeo
Importantly monograph, retrospective and finally summary
of an artist until underestimated in the roman landscape today
martedì 3 gennaio 2017
The Italy-Japan Foundation, Studio Marta Bianchi
#InEvoluzionet and De Luca Editore d’Arte are honored to invite you to the presentation of the monograph on the artist Uemon IKEDA.
Present at the event will be the artist and publisher as well as:
Francesco Gallo Mazzeo, curator of the publication
Umberto Donati, director of the Italy-Japan Foundation
Mary Angela Schroth, director of Sala 1
Giorgio Gizzi, moderator
Giorgia Calò, art curator and cultural advisor for the Jewish Community in Rome
Carlo Severati, director Embrice 2030
Naoya Takahara, artist
Presentazione della monografia
Uemon IKEDA
Uemon IKEDA
Associazione CIVITA
sala “Gianfranco Imperatori”
Piazza Venezia n°11
Roma
sala “Gianfranco Imperatori”
Piazza Venezia n°11
Roma
Martedì 8 novembre 2016 ore 18
Fondazione Italia Giappone
Studio Marta Bianchi - InEvoluzionet
DE LUCA EDITORI D’ARTE
invitano alla presentazione della monografia dedicata a Uemon IKEDA, nome d’arte di Tatsuo Ikeda, curata da Francesco Gallo Mazzeo.
Studio Marta Bianchi - InEvoluzionet
DE LUCA EDITORI D’ARTE
invitano alla presentazione della monografia dedicata a Uemon IKEDA, nome d’arte di Tatsuo Ikeda, curata da Francesco Gallo Mazzeo.
L’artista nasce a Kobe, in Giappone, nel 1952 e il suo percorso artistico ha inizio presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma, sua città d’adozione, dove si diploma nel 1977. Uemon si confronta con i diversi aspetti della realtà che circondano l’uomo, restituendo immagini dal significato immediato e con un rimando di tipo concettuale. Le varie forme espressive nella sua opera sono declinate, a seconda del tema trattato, in codici linguistici differenti che oscillano dalla pittura all’architettura, dal disegno all’istallazione fino a giungere alla scrittura. Tra le sue ultime istallazioni aeree ricordiamo quelle di Roma alla Sinagoga, a Piazza del Campidoglio e al MAXXI.
La presentazione si aprirà con i saluti di Umberto Donati (direttore Fondazione Italia Giappone) introdotta da Mary Angela Schroth (direttrice SALA 1) moderata da Giorgio Gizzi (curatore editoriale), interverranno Francesco Gallo Mazzeo (curatore del volume), Giorgia Calò (assessore alla Cultura Ebraica di Roma), Carlo Severati (direttore Embrice 2030) e Naoya Takahara (artista). Saranno presenti l’editore e l’artista.
Nel corso della presentazione saranno proiettate foto e immagini contenute nel libro e memorie del lavoro dell’artista.
La presentazione si aprirà con i saluti di Umberto Donati (direttore Fondazione Italia Giappone) introdotta da Mary Angela Schroth (direttrice SALA 1) moderata da Giorgio Gizzi (curatore editoriale), interverranno Francesco Gallo Mazzeo (curatore del volume), Giorgia Calò (assessore alla Cultura Ebraica di Roma), Carlo Severati (direttore Embrice 2030) e Naoya Takahara (artista). Saranno presenti l’editore e l’artista.
Nel corso della presentazione saranno proiettate foto e immagini contenute nel libro e memorie del lavoro dell’artista.
L’evento inserito nelle celebrazioni ufficiali del 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia - organizzato dalla Fondazione Italia Giappone e lo Studio Marta Bianchi - InEvoluzionet e in collaborazione con l’Associazione CIVITA, patrocinato dall’Istituto Giapponese di Cultura e dalla COSTA DENIARTE.
Ingresso Gratuito.
Conferma partecipazione, entro lunedì 7 novembre, a
Fondazione Italia Giappone
e-mail: fondazione@italiagiappone.it - Tel. +39 06 36915232
Studio Marta Bianchi - InEvoluzionet
Fondazione Italia Giappone
e-mail: fondazione@italiagiappone.it - Tel. +39 06 36915232
Studio Marta Bianchi - InEvoluzionet
martedì 15 dicembre 2015
In teoria tu stai proponendo un TUO valore artistico nel posto pubblico che ha un SUO valore, estetico, etico ed ha una verità sociale.
Al tempo nostro anche noi dobbiamo affrontare il valore economico.
Il valore economico è una proposta recente che è stata inserita come una nuova sfera di valore dopo la caduta dell’impero- colonizzatore britannico,
gli inglesi hanno proposto a noi come un “business- rendita”.
Per noi gli artisti appaiono come “Budget” dicono nei musei una frase chiave “sì, sei un artista valido, al momento non abbiamo budget per realizzare il tuo progetto”.
Quindi oggi l’arte contemporanea ha bisogno di affrontare invece di 3 sfere di valore:
Bello, Etica e Verità, abbiamo bisogno per realizzare un progetto nel posto pubblico di 4 sfere di valore: Bello, Etica, Verità e Business.
Ma tu hai un budget per pagare l’affitto dell’atelier per lavorare?
Una volta mi hanno definito, un organizzatore dell’arte contemporanea Pietro XY
(noto cacciatore di business nell’ambito dell’arte)
mi ha definito come un artista alla canna del gas.
Uemon gasato
In theory you are proposing your artistic value on a public place which has an esthetic, ethic value and its own social beliefs.
Today we must also deal with the issue of economic value.
The economic value is a recent proposal which has introduced as a new sphere of value after the fall of the British empire.
The English proposed it to us as “business- revenue”-
For Artists “Budget” as a key word is pronounced by museums:”You are a valuable artist indeed, but at the moment we haven’t got the budget to realize your project”.
Contemporary art today has therefore to face three different value spheres:
Beauty, Ethics and Truth, these are the things we need to realize on the public stage the project of the four value spheres: Beauty, Ethics, Truth and Businness.
By the way do you have the budget to pay the rent for the atelier in whitch you work?
Peter XY (a notorious contemporary art business oriented head hunter) once described me as an artist on the verge of collapse.
Uemon gasato
martedì 6 ottobre 2015
Estemporanea di Uemon Ikeda e Vincenzo Varone
Photo copyright ©2015 Dafne Pavoncello
Photo copyright ©2015 Dafne Pavoncello
giovedì 23 luglio 2015
Infanzia di Tatsuo
Dopo la scuola, sulla via del ritorno, passavo per la strada più lunga per arrivare alla centraleelettrica, giravo intorno e sotto i pali della luce dove gli elettricisti lavoravano continuamente
sistemavano i cavi, i ripetitori e i collegamenti elettrici. I cavi tagliati cadevano liberamente, e noi
raccoglievamo i cavi caduti della giornata di lavoro dell’elettricista sul palo. Erano i fili elettrici di
rame massiccio, e poi quando incontravamo il compratore di rottami, li vendevamo per andare a
comperare al negozio dei dolci a buon mercato.
Un giorno i rottamatori ci hanno chiesto di trovare il metallo d’alluminio perché con la guerra
appena passata il prezzo del metallo era salito alle stelle, uno yen giapponese d’alluminio come
prezzo del metallo costava più della stessa moneta.
Così noi bambini terribili dopo la scuola iniziavamo a fondere le monete per venderle al
compratore comunque in Giappone c’era una legge che vietava di fondere le monete, perché le
monete e le banconote appartengono allo Stato. Quindi dopo un po' il rettore della scuola
annunciò ai genitori un ordinamento scolastico che vietavano alla scolaresca di fondere le
monete.
Io avevo sei anni. Ho dovuto passare il tempo anemico in modo diverso dopo la scuola.
Mia madre era ancora giovane e bella. La loro generazione andava spesso alla sala di ballo,
con la musica americana. Così mi portò alla sala di ballo con le sue amiche… non tutte le donne
giapponesi sapevano ballare, nell’angolo della sala insegnavano anche il ballo, noi bambini
restavamo fuori, sedevamo sulla sedia con le spalle al muro.
Sul pavimento di parquet erano disegnati con colore bianco di smalto i passi del ballo con le linee
con freccia, somigliava ad un gioco delle nostre amiche che si chiamava: campana.
Avevano passi geometrici per riprendere la pietra gettata.
Uno due tre quattro cinque sei
Uno due un due tre quattro cinque sei
Uno due tre..
uemon
Copyright ©2015 Tatsuo Uemon IKEDA – Studio Marta Bianchi. All Rights Reserved
Senzatomica:
Trasformare lo Spirito Umano per un mondo libero da armi nucleari
Una grande mostra sul disarmo nucleare a Roma
Una grande mostra sul disarmo nucleare a Roma
TRE
ARTISTI PER LA PACE
Renato
Mambor, Giovanni Albanese, Tatsuo Uemon Ikeda
a
cura di Guglielmo Gigliotti e Ada Lombardi
Inaugurazione
Martedì 28 Aprile 2015 alle ore 18.30
Spazio
Factory - La Pelanda
piazza
Orazio Giustiniani, 4
(ex
mattatoio di Testaccio)
Ingresso
gratuito
Pensieri
nativi: quadro scenico di Renato Mambor (Lettura di Paola Lorenzoni)
Tanti
auguri: opera performativa di Giovanni Albanese
L’infanzia
di Tatsuo: installazione di Tatsuo Uemon Ikeda (Lettura di Francesca Picozza)
ore
16 inizio dell’installazione del filo rosso di Tatsuo Uemon Ikeda
ore
16.30 presentazione delle tre performances di Ada Lombardi
ore
17 “Pensieri nativi” quadro scenico di Renato Mambor
ore
17.30 “Tanti auguri” opera performativa di Giovanni Albanese
ore
18 “L’infanzia di Tatsuo”di Tatsuo Uemon Ikeda
Inaugurazione
ore 18.30
Replica
della presentazione di Ada Lombardi e delle performances degli artisti
ore
19 “Pensieri nativi” quadro scenico di Renato Mambor
ore
19.30 “Tanti auguri” opera performativa di Giovanni Albanese
ore
20 “L’infanzia di Tatsuo” di Tatsuo Uemon Ikeda
Da
un'idea di Ippolita d'Ayala Valva e Marta Bianchi.
In
collaborazione con l'Archivio Mambor.
Con
il patrocinio della Fondazione Italia Giappone
TRE
ARTISTI PER LA PACE
Renato
Mambor, Giovanni Albanese, Tatsuo Uemon Ikeda
Solo
gli infelici fanno la guerra. Coloro che coltivano quella parte della vita
profonda in cui alberga naturale serenità, coloro che lavorano tutti i giorni
per alimentare il proprio lato ampio e libero, non sanno fare la guerra. La
meditazione, la preghiera e tutte le arti sono strumenti escogitati dall’uomo
per entrare in contatto con la condizione di elementare bellezza della realtà,
quando è colta nella sua sostanza più vera e più viva.
La
guerra è infatti solo l’epifenomeno storico più evidente e tragico di una
condizione di conflittualità implicita alle pratiche umane comuni: la guerra
germoglia in epoca di pace. Lavorare per la pace è lavorare soprattutto su se stessi,
affinché il nostro sguardo sul mondo si faccia terso, e captare della realtà
quella intrinseca armonia che la rende un’opera d’arte infinita.
Guglielmo
Gigliotti
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Studio
Marta Bianchi di comunicazione e immagine
mob.: (+39) 333 8928711
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