sabato 2 giugno 2018


Poesia di Silvana Lazzarino per l’opera di UEMON IKEDA
Dove sussurra il vento riscoprendo l'armonia di 


Verso quel principio
dove sussurra il vento,
dove rinasce il verde di prati rigogliosi
mentre il sole domina l’orizzonte,
dove le stelle fanno da soffitto
a “stanze” di primaverili ricordi
conduce l’abbraccio
di una natura ancora intatta
in cui semplicità e complessità,
principio e fine
coincidono.
E’ lo scoccare
del tempo
oltre la riscoperta di sé:
un viaggio interiore
che rivela il continuo divenire delle emozioni
sospese in un tempo senza tempo
a desiderare l’assoluto.

Silvana Lazzarino

Watercolor by Uemon Ikeda


sabato 10 giugno 2017


Windows into the Third Millennium
by Uemon Ikeda
curated by Carlo Severati
June 21 to 28, 2017
at Embrice Gallery,
Rome, Italy
Opening reception Wednesday, 21 June from 7 to 10PM

Exposition organized by Studio Marta Bianchi
with the patronage of Istituto Giapponese di Cultura
Fondazione Italia Giappone
Fondazione Venanzo Crocetti
@InEvoluzionet

With his presence at the celebrations of the 150th Anniversary of diplomatic relations between Italy and Japan, Uemon Ikeda has closed a forty-year cycle of Italian work. Along with four other very young artists, in 1977 he chose to work in Rome, at the Academy of Fine Arts, under the guidance of the masters of the Scuola Romana, such as Greco, Fazzini, Crocetti, and Mastroiani, and the artistic direction of Toti Scialoja. Among other things, this was a sign of the attention devoted by post-war Japan to their ancient ally of a temporary, tragic military enterprise. Ikeda studied at the Roman academy with Venanzo Crocetti, who had already established those contacts with Japan that will bring about the foundation of a museum in Tokyo in his name. At the same time, Ikeda got on well in the Roman artistic milieu, which - according to a memoir of Piero Dorazio recently published in the volume UEMON IKEDA by De Luca Editori d’Arte - used to see artists and architects mingle together. While working as an interpreter for the Embassy of Japan in Italy, Ikeda began to construct his own syncopated Italian language; a laconic speech, influenced by the phonetic similarities of the two languages, and close to poetry. The paintings presented at Embrice Gallery and accompanied by a critical essay of Francesco Gallo Mazzeo constitute a sort of achievement of a ten-year work cycle. At the same time, they form the core of the later developments of his work. The windows of the past few years that we exhibit are the premise of a specific attention to space. This is a space outside the two dimensions of the canvases, on which he will work by way of site-specific installations in either natural landscapes (the lake of Bracciano, on a beach that hosts formative meetings with Simonetta Lux) or infrastructures (rivers, bridges, and cities - from the Giardino del Lago to the Campidoglio to MAXXI). Geometric painted surfaces with a blank centre: windows apparently overlooking nothingness. However, Ikeda has also been painting clouds: no longer rectangles but amoeboid, single-cell canvases made on purpose, with a mysterious presence of geometrical signs that allude to the structure of matter. My proposal is to interpret these clouds as what is seen from the geometry of blind windows: qualities, but also uncertainties and terminal risks ushered in by the new millennium.
Therefore, windows into our uncertain future.

Moreover, these works give us glimpses into Ikeda’s next artistic season, because the artist is going home after forty years as the internationally known son of his motherland.
What will he bring along? A new season, precisely. A wonderful series of watercolours in which the spatial experience recurs thanks to a special, thick, and soft paper. 
Ikeda has been drawing with continuity, with a red pen, on small surfaces, non-architectural architectures that remind us of the impossible theorems of Escher or the Prisons of Piranesi. He has composed prose-poetry that is neither prose nor poetry. Now, the painted surfaces of the slightly bent paper (nature) overlap with the tenuous geometric structure (architecture) surviving from his open-air installations.

https://www.facebook.com/events/301121310337883/?acontext=%7B%22action_history%22%3A%22[%7B%5C%22surface%5C%22%3A%5C%22page%5C%22%2C%5C%22mechanism%5C%22%3A%5C%22page_upcoming_events_card%5C%22%2C%5C%22extra_data%5C%22%3A[]%7D]%22%2C%22has_source%22%3Atrue%7D


http://www.artapartofculture.net/2017/06/12/uemon-ikeda-italia-e-giappone-uniti-dallarte/


Geometrie spaziali, come ne avevo viste tante di #Uemon durante questi anni, ma quella per ovvi motivi sentivo che mi apparteneva di più. Per citare il titolo della mostra che mi ha fatto conoscere l’arte e la poetica di Uemon, io ero la ragazza che voleva vivere dentro al stella di David blu!


Solstizio d'Estate
夏至
Finestre sul Terzo Millennio di Tatsuo Uemon Ikeda
「3000年世界への窓」展 池田うえもん(達夫)
dal 21 al 28 giugno 2017 a cura di Carlo Severati
2017年 6 月21日 から28日まで、カルロ・セヴェラーティ評論
Inaugurazione mercoledì 21 giugno 2017 ore 19
オープニング2017年 6 月21日 19時
L’esposizione è organizzata dallo Studio Marta Bianchi
マルタ・ビアンキ工房企画
patrocinata dalla
後援
Fondazione Italia Giappone
伊日財団
dall’Istituto Giapponese di Cultura
日本文化会館
dalla Fondazione Venanzo Crocetti
ヴェナンツオ・クロチェッティ財団
da InEvoluzionet
インエヴォルツオネット
「3000年世界への窓」夏至展 池田うえもん(達夫)
2017年 6 月21日-28日まで、
カルロ・セヴェラーティ評論
オープニング2017年 6 月21日 19時
マルタ・ビアンキ工房企画
後援
伊日財団
日本文化会館
ヴェナンツオ・クロチェッティ財団
インエヴォルツオネット

lunedì 8 maggio 2017

martedì 11 aprile 2017


Monografia: #UemonIkeda edita dalla De Luca Editori d'Arte
ora al -15% alla 
#Feltrinelli di Galleria Colonna - ROMA 
#InEvoluzionet #FrancescoGalloMazzeo

Importantly monograph, retrospective and finally summary
of an artist until underestimated in the roman landscape today




martedì 3 gennaio 2017


The Italy-Japan Foundation, Studio Marta Bianchi 
#InEvoluzionet and De Luca Editore d’Arte are honored to invite you to the presentation of the monograph on the artist Uemon IKEDA.
Present at the event will be the artist and publisher as well as:

Francesco Gallo Mazzeo, curator of the publication
Umberto Donati, director of the Italy-Japan Foundation
Mary Angela Schroth, director of Sala 1
Giorgio Gizzi, moderator
Giorgia Calò, art curator and cultural advisor for the Jewish Community in Rome
Carlo Severati, director Embrice 2030
Naoya Takahara, artist

Presentazione della monografia
Uemon IKEDA
Associazione CIVITA
sala “Gianfranco Imperatori”
Piazza Venezia n°11
Roma
Martedì 8 novembre 2016 ore 18
Fondazione Italia Giappone
Studio Marta Bianchi - InEvoluzionet
DE LUCA EDITORI D’ARTE
invitano alla presentazione della monografia dedicata a Uemon IKEDA, nome d’arte di Tatsuo Ikeda, curata da Francesco Gallo Mazzeo.
L’artista nasce a Kobe, in Giappone, nel 1952 e il suo percorso artistico ha inizio presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma, sua città d’adozione, dove si diploma nel 1977. Uemon si confronta con i diversi aspetti della realtà che circondano l’uomo, restituendo immagini dal significato immediato e con un rimando di tipo concettuale. Le varie forme espressive nella sua opera sono declinate, a seconda del tema trattato, in codici linguistici differenti che oscillano dalla pittura all’architettura, dal disegno all’istallazione fino a giungere alla scrittura. Tra le sue ultime istallazioni aeree ricordiamo quelle di Roma alla Sinagoga, a Piazza del Campidoglio e al MAXXI.
La presentazione si aprirà con i saluti di Umberto Donati (direttore Fondazione Italia Giappone) introdotta da Mary Angela Schroth (direttrice SALA 1) moderata da Giorgio Gizzi (curatore editoriale), interverranno Francesco Gallo Mazzeo (curatore del volume), Giorgia Calò (assessore alla Cultura Ebraica di Roma), Carlo Severati (direttore Embrice 2030) e Naoya Takahara (artista). Saranno presenti l’editore e l’artista.
Nel corso della presentazione saranno proiettate foto e immagini contenute nel libro e memorie del lavoro dell’artista.
L’evento inserito nelle celebrazioni ufficiali del 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia - organizzato dalla Fondazione Italia Giappone e lo Studio Marta Bianchi - InEvoluzionet e in collaborazione con l’Associazione CIVITA, patrocinato dall’Istituto Giapponese di Cultura e dalla COSTA DENIARTE.
Ingresso Gratuito.
Conferma partecipazione, entro lunedì 7 novembre, a
Fondazione Italia Giappone
e-mail: fondazione@italiagiappone.it - Tel. +39 06 36915232
Studio Marta Bianchi - InEvoluzionet



martedì 15 dicembre 2015

In teoria tu stai proponendo un TUO valore artistico nel posto pubblico che ha un SUO valore, estetico, etico ed ha una verità sociale.
Al tempo nostro anche noi dobbiamo affrontare il valore economico.
Il valore economico è una proposta recente che è stata inserita come una nuova sfera di valore dopo la caduta dell’impero- colonizzatore britannico,
gli inglesi hanno proposto a noi come un “business- rendita”.
Per noi gli artisti appaiono come “Budget” dicono nei musei una frase chiave “sì, sei un artista valido, al momento non abbiamo budget per realizzare il tuo progetto”.
Quindi oggi l’arte contemporanea ha bisogno di affrontare invece di 3 sfere di valore:
Bello, Etica e Verità, abbiamo bisogno per realizzare un progetto nel posto pubblico di 4 sfere di valore: Bello, Etica, Verità e Business.
Ma tu hai un budget per pagare l’affitto dell’atelier per lavorare?
Una volta mi hanno definito, un organizzatore dell’arte contemporanea Pietro XY
(noto cacciatore di business nell’ambito dell’arte)
mi ha definito come un artista alla canna del gas.
Uemon gasato

In theory you are proposing your artistic value on a public place which has an esthetic, ethic value and its own social beliefs.
Today we must also deal with the issue of economic value.
The economic value is a recent proposal which has introduced as a new sphere of value after the fall of the British empire.
The English proposed it to us as “business- revenue”-
For Artists “Budget” as a key word is pronounced by museums:”You are a valuable artist indeed, but at the moment we haven’t got the budget to realize your project”.
Contemporary art today has therefore to face three different value spheres:
Beauty, Ethics and Truth, these are the things we need to realize on the public stage the project of the four value spheres: Beauty, Ethics, Truth and Businness.
By the way do you have the budget to pay the rent for the atelier in whitch you work?
Peter XY (a notorious contemporary art business oriented head hunter) once described me as an artist on the verge of collapse.
Uemon gasato

martedì 6 ottobre 2015



Estemporanea di Uemon Ikeda e Vincenzo Varone




Photo copyright ©2015 Dafne Pavoncello


Photo copyright ©2015 Dafne Pavoncello

giovedì 23 luglio 2015

Infanzia di Tatsuo

Dopo la scuola, sulla via del ritorno, passavo per la strada più lunga per arrivare alla centrale
elettrica, giravo intorno e sotto i pali della luce dove gli elettricisti lavoravano continuamente
sistemavano i cavi, i ripetitori e i collegamenti elettrici. I cavi tagliati cadevano liberamente, e noi
raccoglievamo i cavi caduti della giornata di lavoro dell’elettricista sul palo. Erano i fili elettrici di
rame massiccio, e poi quando incontravamo il compratore di rottami, li vendevamo per andare a
comperare al negozio dei dolci a buon mercato.
Un giorno i rottamatori ci hanno chiesto di trovare il metallo d’alluminio perché con la guerra
appena passata il prezzo del metallo era salito alle stelle, uno yen giapponese d’alluminio come
prezzo del metallo costava più della stessa moneta.
Così noi bambini terribili dopo la scuola iniziavamo a fondere le monete per venderle al
compratore comunque in Giappone c’era una legge che vietava di fondere le monete, perché le
monete e le banconote appartengono allo Stato. Quindi dopo un po' il rettore della scuola
annunciò ai genitori un ordinamento scolastico che vietavano alla scolaresca di fondere le
monete.
Io avevo sei anni. Ho dovuto passare il tempo anemico in modo diverso dopo la scuola.
Mia madre era ancora giovane e bella. La loro generazione andava spesso alla sala di ballo,
con la musica americana. Così mi portò alla sala di ballo con le sue amiche… non tutte le donne
giapponesi sapevano ballare, nell’angolo della sala insegnavano anche il ballo, noi bambini
restavamo fuori, sedevamo sulla sedia con le spalle al muro.
Sul pavimento di parquet erano disegnati con colore bianco di smalto i passi del ballo con le linee
con freccia, somigliava ad un gioco delle nostre amiche che si chiamava: campana.
Avevano passi geometrici per riprendere la pietra gettata.
Uno due tre quattro cinque sei
Uno due un due tre quattro cinque sei
Uno due tre..
uemon
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